Loggia Unita dei Teosofi
Centro Studi Teosofici H.P. Blavatsky
Via Isonzo 33 - 10141 Torino
William Quan Judge
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Torino, Inverno 2019

Ora risplende il fior riverso
per balze aguzze e per colline.
Ma qual fiore? E neve e gelo e brina
che avvampa, avvinghia e tronca,
ché trilli, canti, grida a me son spenti,
ma verde mi tien la gioia e felice
or vedo i vili iniqui, adusti e stenti.
(canzone di Raimbaut d’Aurenga, trovatore provenzale, prima strofa)


Su questa melodia graziosa e leggera
compongo versi, li scorteccio e digrosso,
e saran giusti, e sicuri e veraci
quando la lima v’avrà passato:
Amor, infatti, subito leviga e indora
il mio canto, che move da e a Colei
che pregio custodisce e governa.
Ogni di’, mi miglioro e m’affino
poiché servo e onoro la più gentil
del mondo: ciò dico con parola aperta.
Devoto Suo, dal piede fino al capo
e benché gelido soffi il vento
l’Amor che nel cor mi piove,
caldo mi tiene ov’è più inverno.
(Canzone del trovatore di Arnaut Daniel prima e seconda strofa)

 

In queste canzoni di due trovatori provenzali del XII secolo, esponenti insigni del “trobar clus” (“cantar aspro”, ermetico), appare quello spirito che, pur celebrando il freddo pungente della stagione che nasce al solstizio d’inverno, fa emergere chiaro il sentimento d’Amore che cresce, lento ma sicuro, come se seguisse consapevole il ciclo naturale della stagione che si muove, verso l’atteso giorno della rigenerazione e della rinascita, all’equinozio di primavera. Nelle parole dei poeti, il sentimento passa dal grado “profano” della celebrazione della “donna” amata, già però idealizzata, a quello “sacro” dell’Amore spirituale per la “Sapienza” che avrà la sua espressione simbolica, pienamente trasfigurata, nella “Donna” dei poeti del XIII secolo del ‘dolce stil novo’, i “Fedeli d’Amore”. Sapienza che per essere veramente tale è anche Compassione e che dà all’Amor Sacro la sua nota tonica fondamentale: l’amore universale per l’umanità e per tutto ciò che vive e sente, come è stato incarnato dal Buddha e da Gesù.

Cari Amici, in questo spirito d’Amore, riprendiamo i nostri incontri con l’auspicio che sempre di più possano far crescere in noi la Sua dimensione sacra.


L.U.T. - Centro Studi Teosofici H. P. Blavatsky - Torino


 

PROGRAMMA INCONTRI GENNAIO 2018

Mercoledì 9 ore 15:30 Incontro di studio su
Gli Aforismi Yoga di Patanjali
Sabato 12 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Mercoledì 16 ore 16:30 Gruppo di ricerca su
Paolo di Tarso e la Gnosi
Sabato 19 ore 17:00

L’Amore Sacro nel pensiero umano:

III – Amore e Compassione: Buddha e Gesù
Mercoledì 23 ore 16:30 Gruppo di ricerca su
Paolo di Tarso e la Gnosi
Sabato 26 ore 17:00

Corso di Teosofia: “I Grandi Temi” III

“La Reincarnazione”. Prima parte (inizio)
Mercoledì 30 ore 15:30

Incontro di studio su
Gli Aforismi Yoga di Patanjali

 


Buddha e Gesù



 

PROGRAMMA INCONTRI FEBBRAIO 2019

Sabato 2 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Mercoledì 6 ore 15:30

Incontro di studio su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Sabato 9 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Mercoledì 13 ore 16:30 Gruppo di ricerca su
Paolo di Tarso e la Gnosi

Sabato 16 ore 17:00

L’Amore Sacro nel pensiero umano:
IV – La favola di “Amore e Psiche”

Mercoledì 20 ore 16:30

Gruppo di ricerca su

Paolo di Tarso e la Gnosi
Sabato 23 ore 17:00

Corso di Teosofia: “I Grandi Temi” III

“La Reincarnazione”. Seconda parte (fine)
Mercoledì 27 ore 15:30

Incontro di studio su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali

Solo questa dottrina [karma e reincarnazione] è quella che può spiegarci il problema misterioso del Bene e del Male, e riconciliare l’uomo con l’apparente terribile ingiustizia della vita. Solo questa certezza può placare il nostro senso di rivolta all’ingiustizia. Perché, quando una persona, ignara di questa nobile dottrina, guarda intorno a sé ed osserva le ineguaglianze di nascita e di fortuna, di intelligenza e di capacità; quando vede gli onori tributati agli sciocchi e ai dissoluti, ai quali la fortuna ha prodigato i suoi favori per un semplice privilegio di nascita, e il loro vicino più prossimo, con tutta la sua intelligenza e le sue nobili virtù — molto più meritevole sotto ogni aspetto — morire di miseria e privo di compassione; quando uno vede tutto questo e deve allontanarsi, impotente ad alleviare le sofferenze immeritate, con le orecchie lacerate ed il cuore afflitto dai gridi di dolore attorno a sé, solo questa conoscenza benedetta del Karma lo trattiene dal maledire la vita e gli uomini, con il loro supposto Creatore.

H. P. Blavatsky, La Dottrina Segreta


 

PROGRAMMA INCONTRI MARZO 2019

Sabato 2 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Mercoledì 6 ore 15:30

Incontro di studio su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Sabato 9 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Mercoledì 13 ore 16:30

Gruppo di ricerca su

Paolo di Tarso e la Gnosi
Sabato 16 ore 17:00

L’Amore Sacro nel pensiero umano:“L’Amor Fedele” Dante e Beatrice

Mercoledì 20 ore 16:30

Gruppo di ricerca su

Paolo di Tarso e la Gnosi
Sabato 23 ore 17:00

Corso di Teosofia: “I Grandi Temi” III

“La Reincarnazione”.Domande e risposte
Mercoledì 27 ore 15:30

Incontro di studio su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali
Sabato 30 ore 17:00

Incontro di studio (ripetizione) su:

Gli Aforismi dello Yoga di Patanjali

Aroux pensò che tutta l’opera di Dante fosse stata scritta in un linguaggio convenzionale e in figure e simboli che solo gli iniziati potevano decifrare; che la chiave atta ad aprire il significato riposto del Convivio e della Commedia si trovasse nella Vita Nova; che la dottrina occulta di Dante si inserisse in quella corrente di misticismo teosofico che, originatasi dai più antichi tempi in Oriente, attraverso l’Egitto e la Grecia, alimentò tutte le eresie dell’Europa cristiana; che Beatrice è una entità metafisica, simbolo della fede eterodossa ai misteri della quale Dante fu iniziato e con la quale la sua anima si identificò.



 

 

 

 

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